Commenti e Approfondimenti2019-06-05T18:33:43+00:00

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Commenti e Approfondimenti

L’ARBITRATO ENDOASSOCIATIVO ED IL PRINCIPIO DI LIBERTA’ DI SCELTA

L’arbitrato costituisce un metodo alternativo di risoluzione delle controversie, che consente alle parti di devolvere ad uno o più soggetti (gli arbitri), l’incarico di risolvere una controversia, mediante una decisione (il lodo).

La libertà nella scelta dell’arbitro c.d. di parte, costituisce uno dei principi dell’arbitrato, soprattutto dell’arbitrato irrituale, principio più volte ribadito sia dalla Giurisprudenza di merito che dalla Cassazione.

Sul punto risulta di particolare interesse una pronuncia del Tribunale di Roma del 20 aprile 2009 sulla legittimità di una clausola che devolve al Collegio dei Probiviri il compito di dirimere le controversie tra gli iscritti e un’organizzazione sindacale.

Contributo dell’Avv. Mario Fusani e dell’Avv. Carola Maini
Rispettivamente Responsabile e Componente del Dipartimento di Diritto del Lavoro di Arbitrando

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LA DETERMINAZIONE DEL VALORE DELLA CONTROVERSIA DEVOLUTA IN ARBITRI

La nota predisposta dall’avv. De Naro Papa prende in considerazione i diversi aspetti della corretta determinazione del valore della controversia devoluta in arbitri e del compenso che spetta ai medesimi.

Viene esaminata brevemente la disciplina nel caso di arbitrato ad hoc e propone che il compenso sia convenuto d’accordo e per iscritto tra gli arbitri e le parti, così da evitare il ricorso degli arbitri al Tribunale ex art. 814, 2 comma CPC in caso di contestazioni o di mancato pagamento.

Viene poi riportata e commentata la disciplina dei compensi degli arbitri ai sensi dei Regolamenti delle Camere Arbitrali (e principalmente di CAM), sulla scorta di recente sentenza del Tribunale di Milano la quale ha escluso che gli arbitri dell’arbitrato amministrato debbano ricorrere al Tribunale per la liquidazione del compenso, ben potendo invece esperire direttamente procedimento monitorio per il conseguimento di quanto di competenza.

Contributo dell’Avv. Giuseppe De Naro Papa

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IMPUGNAZIONE LODO PER NULLITA’ – EX S.U. 12.2.2019 N. 4135

La questione dibattuta nell’ambito di Arbitrando trae spunto da una interessante pronuncia della Corte di Cassazione (Cass. SSUU 4135/2019) che interviene nuovamente sulla c.d. “prospective overruling”, ossia sulle conseguenze che un mutato indirizzo giurisprudenziale relativo a una regola processuale può avere sugli atti compiuti in precedenza.

Il dibattito nasce dalla interpretazione e applicazione del dettato dell’art. 829, III c., c.p.c che, a seguito della Riforma sull’impugnazione del lodo arbitrale (D.Lgs. 02/02/2006, n. 40), prevede che “l’impugnazione per violazione delle regole di diritto relative al merito della controversia è ammessa se espressamente disposta dalle parti o dalla legge …”.

Contributo dell’Avv. Stefano Alberto Piccardo, Stefania Volonterio, Daniela Parisi

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ARBITRATO ED IP: CRITICITÀ PASSATE, PROSPETTIVE FUTURE

1 – Diritto d’Autore e Diritto Industriale: due sistemi separati in casa.
Per inquadrare correttamente il rapporto esistente tra Arbitrato e IP occorre partire dai sotto-insiemi normativi che in Italia, storicamente, formano la macro categoria giuridica universalmente denominata Intellectual Property, ovvero:

  • il sistema del Diritto d’Autore, che disciplina le creazioni intellettuali aventi contenuto artistico in senso lato (inclusi software e progetti d’ingegneria, anche se poco hanno a che fare con l’arte…), ovvero le opere elencate dall’art.2 L. 633/1941 (Legge Autore “L.A.”);
  • il sistema del Diritto Industriale, che regolamenta le creazioni con valenza industriale-commerciale (invenzioni, modelli, know-how, ecc…) e i segni distintivi d’impresa, cioè gli eterogenei intangible assett aziendali elencati dall’art.1 D.L.vo 30/2005 (Codice della Proprietà Industriale “C.P.I.”).

2 – Diritto d’Autore e Arbitrato: una relazione salda e felice.

3 – Diritto Industriale ed Arbitrato: una relazione un po’ travagliata.

Contributo dell’Avv. Renato D’Andrea
Responsabile del Dipartimento di Proprietà Intellettuale di Arbitrando

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NOTA DELLA ICC CON INDICAZIONI PRATICHE PER LO SVOLGIMENTO DEI PROCEDIMENTI ARBITRALI

Il 1° gennaio 2019 è entrata in vigore la Nota alle parti e ai tribunali arbitrali sulla conduzione dell’arbitrato secondo il Regolamento della Camera di Commercio Internazionale (ICC) che fornisce istruzioni pratiche utili a garantire una maggiore trasparenza ed efficienza del procedimento arbitrale. La Nota introduce delle indicazioni pratiche che meritano attenta analisi non solo da parte di chi è coinvolto, o potrebbe essere coinvolto (a vario titolo) in procedimenti arbitrali amministrati secondo il Regolamento ICC, ma più in generale da parte di tutti gli esperti di arbitrato, per l’indiscusso ruolo di riferimento svolto dall’ICC nel panorama arbitrale internazionale. La Nota interviene in aree di estrema rilevanza pratica, tra le quali quelle della valutazione dei potenziali conflitti di interesse, della costituzione del tribunale arbitrale, della protezione dei dati personali (resa quanto mai necessaria alla luce dei vincoli e dei principi previsti dal GDPR di recente introduzione) e della determinazione dei compiti assegnabili al segretario del tribunale arbitrale. Inoltre, un’importante sezione è dedicata all’arbitrato in materia di trattati per la protezione degli investimenti (investor-state arbitration), nell’ambito del quale l’ICC ha inteso introdurre maggiori garanzie di trasparenza e competenza.

Contributo dell’Avv. Fabio Cozzi
Responsabile del Dipartimento di Diritto Internazionale di Arbitrando

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ANCORA SUGLI EFFETTI DELLO JUS SUPERVENIENS IN MATERIA DI IMPUGNAZIONE PER NULLITÀ DEL LODO

Cass. Civ., Sez. I, ordinanza interlocutoria n. 20472 del 2.8.2018. La Prima Sezione Civile della Suprema Corte, con una recente ordinanza, torna sul noto tema delle conseguenze della riforma del secondo comma dell’art. 829 c.p.c. per mano del D.lgs. 40/2006, per chiedere l’intervento delle Sezioni Unite su un tema processuale rimasto aperto pur a seguito dei travagliati interventi giurisprudenziali, da ultimo anche da parte della Corte Costituzionale (sentenza n. 13 del 30 gennaio 2018).

Contributo dell’Avv. Stefania Volonterio
Responsabile del Dipartimento Condominio-Diritti Reali di Arbitrando

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AFFITTO DI RAMO D’AZIENDA – LOCAZIONE COMMERCIALE
QUALIFICAZIONE DEL RAPPORTO – ELEMENTI RILEVANTI
INTERPRETAZIONE DEL CONTRATTO SECONDO BUONA FEDE E CAUSA CONCRETA

Il Lodo decide una controversia legata alla annosa diatriba sulla qualificazione dei rapporti relativi alla messa a disposizione di spazi commerciali all’interno di centri commerciali, concludendo in termini locazione.
Il commento offre una visione alternativa, fondata su una più attenta valorizzazione delle componenti immateriali del rapporto e delle tematiche economiche ad esso sottese, operando in stretta aderenza sia dei canoni di buona fede sia di quelli legati alla causa concreta.
Il risultato consente di conseguire in modo ancora più efficace l’obiettivo di giustizia sostanziale che, comprensibilmente, si poneva il lodo; restando, allo stesso tempo, aderente al regolamento economico originario stipulato tra le parti.

Contributo dell’Avv. Stefano Piccardo – Studio Legale Piccardo
Responsabile del Dipartimento Commerciale-Societario e componente del Dipartimento Internazionale di Arbitrando

Con la collaborazione di Matteo Festa che ha curato la ricerca giurisprudenziale 

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